milano for zombies
non si scherza più / punk not diet
2008
"allora la metropoli dov’è? non c’è mica. ll suo simulacro è concentrato in quel ruscello di popolarità distratta che si chiama corso como. è il centro della mondanità, dello struscio di qualità, dei tacchi alti ad ogni ora del giorno e della notte, delle veline incontrate per caso e delle celebrità improvvisate, il tutto in appena cento metri. ecco che torna di nuovo questa misura esageratamente ristretta, come se il genio fosse uscito dalla lampada e invece
di farci esprimere i tre desideri canonici ci costringesse a farcene bastare mezzo. cosa ci fai se hai soltanto un pezzo d’eternità? un cazzo: basta appena ad accorgersi che il gioco non funziona così, che in fondo ci eravamo presi in giro e anche quel locale dal nome altisonante, toqueville, è soltanto l’imitazione dell’altro filosofo, lo studioso della democrazia di cui hanno sbagliato lo spelling.mentre oltre l'oceano discutono di guerre, piombano in nuove tentazioni oscurantiste, qui tutti i sabati siamo ancora a fare la fila davanti l'hollywood, come se il sogno di gloria fosse nascosto tra le colline di los angeles morbide e lussureggianti come il seno di una soubrette. l’importante è non voltarsi indietro: far finta che l’ombra lunga dei grattaceli appesi sopra la stazione non ci sia, che lo squallore della periferia urbana ad estensione limitata non incomba tutta intorno in un abbraccio che è inquietante e rassicurante allo stesso tempo. a garibaldi bastano una manciata di passi per perdersi in un vicolo umido come per entrare dove la luce è accecante e la musica insostenibile, la giostra fa un altro giro e noi si rischia di cadere. il divertimento è tutto qui e non serve neppure partecipare, basta sedersi su una di quelle scomodissime panchine di cemento e guardare gli altri fare la loro partita. vincere a questo gioco, si sa, è impossibile da un bel pezzo ormai."
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hercules and love affair - time will


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