Forse il problema consiste nel fatto che ora come ora io avrei bisogno dell'allegria cazzara di Chutes Too Narrow, di quelle canzoni immediate, semplici (dove la semplicità in questo caso è una virtù, sia ben chiaro), che ti entrano in testa subito dopo il primo ascolto e ti ritrovi poi a canticchiarle per il resto della giornata.Qui ahimè non succede, forse soltanto con Turn On Me ed un altro paio di tracce, perchè i pezzi sono un poco più pretenziosi, stratificati, meno impulsivi e James Mercer ha giustamente voglia di rendere il gioco un pochino più difficile, di battere altre strade, di azzardare un qualcosa provando ad alzare la posta in gioco per vedere l'effetto che fa a noi, abituati ormai a starcene al sicuro con la loro compagnia nelle nostre camerette.
Mercer ha comunque ben in mente quel che si è fatto fino ad oggi, perchè restano l'ormai classico (per loro) pop chitarristico vagamente sixties ed una propensione fuori dal comune per la melodia. Insomma, tutto quello per cui li amo.
E' dunque qesto un album di passaggio, di transizione? Chi può saperlo.
L'impressione è questa, vedremo cosa ci riserverà il futuro. Wincing The Night Away rimane comunque un buonissimo lavoro, un disco di quelli per cui val la pena spendere quei maledetti 20 euro.
The Shins - Turn On Me
(A quanto pare chiunque metta qualche mp3 di questo disco viene puntualmente sgridato dagli yankee ed obbligato a rimuoverlo. Sprezzante del pericolo ci provo anche io, un giovane antimperialista.)
Tags: The Shins, Wincing The Night Away, James Mercer


2 commenti:
l'ultimo degli shins, inaspettatamente, è un gran cagata (come il nuovo del bloc party e il nuovo degli air, cominicamo bene...)
mr X
Non sono assolutamente d'accordo per quanto riguarda gli Shins, ma quello lo avevi già capito. Air e Bloc Party hanno sfornato lavori mediocri, a parte un paio di tracce ciascuno degne di nota... ma sono opinioni del tutto personali, come sempre.
Ciao.
Ah, questo blog non ama i commenti anonimi.
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